Sochi 2014, Obama contro l’omofobia: due icone lesbiche nella delegazione Usa

21 dicembre 2013
Billie Jean King delegata USA a Sochi 2014Putin: «Stop a questi pseudo valori occidentali».
Per la cerimonia di apertura scelta Billie Jean King. Niente ministri inviati in Russia

Le olimpiadi invernali di Sochi ( tra il 7 e il 23 febbraio 2014) stanno sempre più diventando un’occasione di protesta contro le leggi anti-gay di Putin. Anche da parte degli Usa. Il presidente americano Barack Obama ha deciso che della delegazione ufficiale che rappresenterà gli Stati Uniti facciano parte due atlete dichiaratamente lesbiche. Per la cerimonia di apertura, il 7 febbraio, è stata scelta Billie Jean King, 70 anni, leggenda vivente del tennis con 39 titoli nel Grande Slam e tra i primi protagonisti nel mondo dello sport a fare outing. Per quella di chiusura Caitlin Cahow, paladina dei diritti delle lesbiche nonché difensore della nazionale femminile di hockey su ghiaccio, vincitrice di ben due medaglie a cinque cerchi, l’argento a Vancouver 2010 e il bronzo a Torino 2006.

NESSUN MINISTRO – Un messaggio decisamente esplicito per Vladimir Putin e la controversa legge russa contro la propaganda omosessuale, voluta dal Cremlino con la motivazione di «tutelare la gioventù». Gli Usa hanno anche scelto una delegazione dal profilo piuttosto basso, senza nemmeno un ministro in carica, dopo che nelle ultime due Olimpiadi a Londra e Vancouver i capi delegazioni erano stati rispettivamente la First Lady Michelle Obama e il vicepresidente Joe Biden. Questa volta a guidare gli gli atleti Usa sarà invece Janet Napolitano, ex ministro per la Sicurezza Interna, ma che adesso si occupa invece di Università in California. «La nostra delegazione a Sochi rappresenta la diversità che gli Stati Uniti costituiscono», ha tagliato corto nell’ufficializzarne l’organigramma Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca. «Tutti coloro che ne fanno parte», gli ha fatto eco Caitlin Hayden, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, «sono eminenti per le loro imprese al servizio del governo, nell’attivismo civile e nello sport».

PUTIN – Non manca la «risposta» di Vladimir Putin agli Usa, Anche se indiretta. Il premier russo è infatti tornato sulla necessità di «difendere i valori morali tradizionali» in Russia contro certi «pseudo-valori» occidentali e di «difendersi dal comportamento abbastanza aggressivo di certi gruppi sociali che impongono il loro punto di vista ad altre persone ed altri Paesi», in una apparente allusione ai difensori dei diritti gay.

SOSTEGNO – Unanime invece il consenso suscitato dalle scelte di Obama: «Un colpo di genio», le ha definite Christine Brennan, editorialista sportiva del quotidiano «Usa Today». «Un messaggio positivo di tolleranza e rispetto alla comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender in Russia, e anche alle autorità russe», ha commentato Human Rights First, Ong in prima linea nella difesa delle libertà fondamentali.

ATLETI CONTRO – Negli ultimi mesi diverse personalità politiche , dello spettacolo e dello sport, hanno espresso il loro disappunto contro le leggi omofobe russe. L’atleta statunitense Nick Symmonds ha annunciato che se vincerà dedicherà la medaglia «ai miei amici gay e lesbiche». La saltatrice Emma Green ha invece partecipato alla qualificazione dell’alto con le unghie dipinte con i colori dell’arcobaleno, mentre le russe Tatyana Firova e Kseniya Ryzhova avevano festeggiato la vittoria nella 4X400 con un bacio sulle labbra davanti alle telecamere. Mentre il campione olimpico di supercombinata, lo statunitense Bode Miller, che ha definito la legge firmata da Putin come «una vergogna».

JAY CARNEY PRESENTA ALLA STAMPA LA DELEGAZIONE USA A SOCHI 2014

FONTE: www.corriere.it

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